Vent’anni senza Luciano Renna, il ricordo di un maestro di giornalismo e di vita
Oggi, a vent’anni dalla sua scomparsa, ricordiamo con immutato affetto e stima il giornalista Luciano Renna, una figura indimenticabile per Frosinone e per tutto il mondo dell’informazione locale.
Il 18 luglio 2005 ci lasciava un professionista esemplare, firma storica de “Il Messaggero” e “Il Tempo”, ma soprattutto un maestro per intere generazioni di giovani giornalisti. Luciano era un uomo di grande cultura e sensibilità, capace di insegnare il mestiere non solo con le parole, ma con l’esempio: rigore per le fonti, rispetto per la verità e un’attenzione costante ai temi sociali.

Come ci ricorda l’articolo che ne celebrava la memoria, era un “innamorato del Sud”, un uomo profondamente legato alla sua terra, che analizzava con lucidità e passione, senza mai cedere alla retorica. La sua Frosinone, che amava e che spesso criticava con l’amore di un figlio, era al centro di molti suoi scritti.
Ma oltre al grande professionista, vogliamo ricordare l’uomo. L’amore per la sua famiglia, la moglie Fiorella e i figli Piergiorgio, Alessandro e Andrea, la sua gentilezza e la sua capacità di ascoltare gli altri, lasciando un’eredità di umanità e professionalità che vive ancora oggi.
Il suo spirito rivive ogni anno nel Memorial Renna, il prestigioso riconoscimento assegnato durante la StraFrosinone. La corsa si tiene nel Parco Matusa, sorto dove un tempo c’era il vecchio stadio di calcio e a cui lui stesso volle dare il nome: un modo efficace per mantenere viva la sua lezione. A vent’anni di distanza, il suo esempio rimane una guida preziosa
