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Tedofori a Frosinone, lo sport e le occasioni perdute: il caso Donato, Diaz e Fanali

Condividiamo e sottoscriviamo ogni singola parola del giornalista Alessandro Andrelli, vedi questo post sul suo profilo.

A Frosinone, la Fiaccola Olimpica avrebbe dovuto brillare per i nostri campioni. Erano loro gli unici, veri protagonisti che meritavano di essere celebrati: non per folklore, ma per meriti sportivi, per la storia scritta sul campo e per il cuore messo in ogni sfida.

  • Fabrizio Donato: Cinque Olimpiadi, bronzo a Londra 2012, leggenda dell’atletica italiana e orgoglio ciociaro.
  • Andy Diaz: Talento mondiale, bronzo a Parigi 2024, cresciuto sotto la guida tecnica di Fabrizio.
  • Alessandra Fanali: L’orgoglio di Fiuggi, protagonista del golf azzurro alle ultime Olimpiadi di Parigi.

Il paradosso degli inviti

E pensare che, inizialmente, i due saltatori non erano stati nemmeno invitati. È servito il rumore della stampa locale, vedi articolo del Il Messaggero Frosinone del 17 dicembre 2025. per far intervenire il CONI nazionale e rimediare a una dimenticanza imbarazzante.

Non meno paradossale è il caso di Alessandra Fanali: la golfista fiuggina, fresca reduce dall’esperienza olimpica, è stata sì protagonista come tedofora, ma a Latina. Resta un dubbio amaro: è stata una sua scelta o è stata dirottata lì dagli organizzatori, privando Frosinone di una delle sue stelle più luminose proprio nel momento delle celebrazioni? In entrambi i casi, il risultato non cambia: un’altra eccellenza del territorio rimasta ai margini dell’evento cittadino.

Questo scenario dice tanto, forse troppo, sulla precarietà della nostra cultura sportiva istituzionale.


Un pranzo tra campioni (e l’assenza delle istituzioni)

Alessandro Andrelli li ha incontrati a pranzo, in un noto ristorante locale. Erano soli con le proprie famiglie. Nessuno li ha coinvolti ufficialmente; nessuno ha pensato a un evento pubblico, a un incontro motivazionale nelle scuole o a un progetto per i giovani che sognano di ricalcare le loro orme.

Per fortuna, il calore umano ha saputo colmare il vuoto delle istituzioni. In quel ristorante si festeggiavano anche i 50 anni di matrimonio della zia di Andrelli: è finita con torta, spumante offerto con il cuore e tre lunghi, sinceri applausi incrociati con le famiglie Donato e Diaz. Una scena di una bellezza semplice e rara.

Evviva Fabrizio, Andy e Alessandra. Orgoglio Olimpico VERO.

Frosinone, svegliati: lo sport non è solo una sfilata. È cultura, è futuro, è l’identità di un territorio che non può permettersi di ignorare i propri giganti.